La gestione del tempo

Le aree personali su cui lavorare, per migliorare noi stessi, sono molte e toccano vari aspetti collegati fra di loro.

Uno di questi è senza dubbio il tempo; senza considerarlo da un punto di vista fisico-scientifico, ma molto più semplicemente da un punto di vista pratico; cioè di come riuscire a migliorarne la gestione per sfruttarlo al massimo.

Molti metodi

La prima cosa che ho capito è che esistono decine di metodi, dai più semplici ai più complessi, per gestire il proprio tempo; eccone alcuni tra quelli principali:

  • ABC: si concentra sulle priorità.
  • Get Organized: basato sulla ricerca dell’ordine.
  • Going with the flow: forse è quello più vicino al concetto di tempo interiore o
  • Kairos. The recovery: si concentra sul passato.
  • Magic tool: mette in risalto gli strumenti per la gestione del tempo.
  • The goal: si concentra sugli obiettivi.
  • The warriors: si concentra sulla focalizzazione.
  • Time management 101: si basa più sulle abilità personali.

Quattro generazioni

Si identificano quattro generazioni che tracciano la storia della gestione del tempo; ogni generazione utilizza tecniche diverse che sono ancora utilizzate ai nostri giorni.

Prima generazione
Si basa essenzialmente sulla nostra capacità mnemonica, non fa uso di una gestione sistematica del tempo, utilizza anche appunti sparsi o checklist, ma nulla di più

Seconda generazione
È basata su una gestione del tempo razionale, che fa uso di ogni sorta di strumenti dal planning alle agende, il fine è quello di finalizzare la propria vita all’efficienza personale.

La terza generazione
Risulta abbastanza in linea con il mondo attuale, si tende a programmare la giornata fissando le priorità, sempre cercando un feedback, cioè un riscontro tra le attività e gli obiettivi siano essi a breve, media o lunga scadenza.

Questa generazione ha portato un innegabile contributo, ma con il tempo ci si è resi conto, che la gestione e il controllo del tempo orientato alla massima efficenza risulta essere spesso controproducente. Si tende infatti a massimizzare l’efficenza trascurando le occasioni che portano allo sviluppo di nuove relazioni e conseguenti opportunità, inoltre si rischia di non considerare minimamente il bisogno umano di momenti di spontaneità.

La quarta generazione
Oggi ci si concentra più sulla gestione di noi stessi che non su quella del tempo. L’essenza di questa generazione, vine sintetizzata nella matrice a quattro quadranti di Stephen Covey, dove essenzialmente si individuano 2 sole tipologie di attività (urgenti e importanti) e come queste vengono combinate tra di loro per determinare i nostri campi d’azione.


In pratica:

  • 1 Crisi:
    Problemi pressanti
    Progetti con scadenza

La situazione ottimale è quella di  riuscire ad impiegare la maggior parte del nostro tempo, (se non tutto), nel secondo quadrante, della leadership.

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